Avvocato infortunio lavoro: competenze e funzioni.

Avv. Cortellessa
Ottobre 27, 2021

E' sempre più opportuno, al giorno d'oggi, avvalersi dell' avvocato infortunio lavoro. Si legge, difatti, nella Guida per gli Organi di Vigilanza, pubblicata sul sito www.tusl81.it al quale collabora tra gli altri il Dr. Raffaele Guariniello (magistrato e giurista, già coordinatore del gruppo specializzato nei problemi relativi alla sicurezza sul lavoro e alla tutela del consumatore presso la Procura della Repubblica di Torino), senz’altro una autorità del settore, che le indagini in materia di sicurezza sul lavoro sono delicate e complesse: condurle bene è difficile.

Le necessarie competenze per l'accertamento delle violazioni

L’accertamento dei reati connessi agli infortuni sul lavoro richiede, infatti, una conoscenza approfondita non solo degli aspetti più specificamente tecnici che consentono di individuare le carenze (in tema di valutazione dei rischi, di formazione/informazione, di manutenzione, di sorveglianza sanitaria) che hanno causato l’infortunio, ma anche una preparazione accurata sugli aspetti più prettamente giuridici, quali l’accertamento del nesso di causalità tra condotta ed evento e l’individuazione dei soggetti responsabili, sia nell’ambito dell’organizzazione aziendale o del cantiere (datori di lavoro, dirigenti, preposti, committenti, responsabili dei lavori, coordinatori) sia all’esterno di esse (servizio di prevenzione e protezione, medico competente, costruttori/venditori/noleggiatori di macchine ecc.).

Occorre, inoltre, conoscere bene la normativa che disciplina la responsabilità amministrativa delle persone giuridiche (D.Lgs. 231/2001) per essere in grado di acquisire gli elementi di prova necessari, e conoscere anche la giurisprudenza che si è occupata di individuare i casi in cui il comportamento imprudente, imprevedibile o abnorme del lavoratore sia tale da escludere la responsabilità di terzi, al fine di fornire al magistrato tutti gli elementi necessari per le proprie valutazioni.

Sul punto una recente pronuncia della Suprema Corte (Cass. pen., 23/09/2021 n.35058) ha ribadito il pacifico principio che il comportamento di un lavoratore chiamato ad utilizzare un macchinario senza essere stato preventivamente formato non può essere considerato esorbitante ai fini della individuazione delle responsabilità per un eventuale infortunio accadutogli.

Da qui l’importanza di una figura professionale esperta, cultore della materia che, sinteticamente, abbiamo chiamato avvocato infortunio lavoro.

La presenza dell'avvocato infortunio lavoro sin dalla fase delle indagini preliminari

L’attività di polizia giudiziaria svolta dal personale degli organi di vigilanza ha un ruolo fondamentale nella fase delle indagini preliminari: l’inchiesta infortuni deve essere completa e toccare tutti gli aspetti rilevanti del caso, ed a tale scopo è spesso opportuno avvalersi dell’ausilio di soggetti in possesso di specifiche competenze. L’ufficiale di P.G., intervenuto per primo sul posto, dovrà segnalare tempestivamente l’infortunio all' ATS (Agenzia di Tutela della Salute) o  SPreSAL (Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro) preservando lo stato dei luoghi sino all’arrivo dello stesso e notiziando immediatamente la Procura della Repubblica.

Come insegna l’esperienza acquisita nel corso di numerose inchieste giudiziarie nell’ambito della sicurezza sul lavoro, è molto importante la cooperazione tra i diversi organi di polizia giudiziaria, con i consulenti del Pubblico Ministero e con tutti i soggetti che, a vario titolo, possono essere coinvolti nell’attività di indagine.

E tra questi anche la parte offesa, ovvero il lavoratore infortunato, o i suoi prossimi congiunti in caso di infortunio mortale che, tramite l’ avvocato infortunio lavoro, potranno sin dall’inizio dare il loro impulso e collaborare all’indirizzo che il procedimento penale prende ed incidere di riflesso, se danneggiato, sui propri interessi civili.

La persona offesa, e per essa l’ avvocato infortunio lavoro,  può intervenire in quella fondamentale attività di controllo, connessa all’obbligatorietà dell’azione penale, con la quale si mira a conseguire risultati di correttezza e linearità  nello svolgimento delle indagini e nelle determinazioni consequenziali al loro epilogo (Cass., Sez. III, 9 luglio 1996, Cammarata e altro, in Giust. Pen., 1998, III, 651)

Le indagini dell' avvocato infortunio lavoro

La facoltà di svolgere indagini attribuita dall’art 327-bis c.p.p. in ogni stato e grado del procedimento consente anche al difensore del lavoratore infortunato, e quindi persona offesa, di compiere investigazioni per ricercare ed individuare elementi di prova a favore del proprio assistito. Tale disposizione, correlata all’art. 391-nonies, attribuisce all’ avvocato infortunio lavoro, munito di apposito mandato, la facoltà di svolgere indagini preventive, ovverosia per la sola eventualità che si instauri un procedimento penale, con esclusione di quegli atti richiedenti l’autorizzazione o l’intervento dell’autorità giudiziaria.

Al lavoratore infortunato o ai suoi prossimi congiunti è riconosciuta la facoltà, in ogni stato e grado del procedimento - escluso il giudizio della Cassazione - di indicare personalmente elementi di prova, il cui esercizio trova sede naturale nel corso delle indagini preliminari. Tale facoltà si concretizza nel sollecitare al P.M. la verifica o l’integrazione di una certa tesi accusatoria, ovvero nell’indurre il giudice ad intraprendere le iniziative che la legge gli consente in tema di materia di prova, quali l’integrazione delle indagini e l’ammissione di nuove prove.

Durante la fase preliminare, l’attività investigativa dell’ avvocato infortunio lavoro deve essere di pieno supporto ed affiancamento rispetto a quella del pubblico ministero, al fine di raccogliere elementi idonei a sostenere l'accusa in giudizio.

L'art. 90 bis c.p.p.

Il D.Lgs. 212/2015, contenente norme di attuazione della Direttiva 2012/29/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio in tema di rafforzamento dei diritti delle vittime di reato, ha disposto una serie di modifiche al Codice di Procedura Penale di notevole importanza. L'articolo 90 bis c.p.p. impone agli inquirenti, quindi anche alla Polizia Giudiziaria, l’obbligo di fornire una serie di dettagliate informazioni alla persona offesa sin dal primo contatto con essa. La polizia giudiziaria dovrà quindi sempre consegnare alla persona offesa dal reato e in una lingua a lei comprensibile, copia degli avvisi ex art. 90 bis c.p.p..

L’ avvocato infortunio lavoro si farà pertanto parte diligente, in caso di inadempimento, a richiedere le dovute informazioni, così come, decorsi sei mesi dalla denuncia infortunio, e ove ciò non costituisca pregiudizio al segreto investigativo, potrà chiedere all’autorità procedente, e quindi sollecitarla se del caso, di essere informata circa lo stato del procedimento (art. 335, comma 3 ter c.p.p.).

Infine, ai sensi e per gli effetti dell'art. 394 c.p.p., l’ avvocato infortunio lavoro potrà chiedere al pubblico ministero di promuovere un incidente probatorio, ad esempio sul macchinario che ha causato l’infortunio. E qualora la richiesta sia accolta, l’ avvocato infortunio lavoro sarà preavvisato, potrà parteciparvi e avrà facoltà di rivolgere domande alle persone sottoposte all’esame. Ed in caso di mancato accoglimento della richiesta, invece, il P.M. sarà è tenuto a notificare la decisione al lavoratore infortunato o ai prossimi congiunti mediante decreto motivato.

La posizione del lavoratore infortunato e del datore di lavoro nel procedimento penale

Il fatto che alla persona offesa sia stato assicurato uno spazio si giustifica con il rilievo che essa è il naturale contraddittore dell’indagato, prima, e dell’imputato, poi. Pensiamo alle sue dichiarazioni quale persona informata sui fatti che potranno incidere da sole, senza bisogno di riscontri, se attendibili, ed indurre il P.M. ad indagare anche contro il datore di lavoro di fatto. E’ ancora ad uso, oggi, individuare il datore di lavoro nel rappresentante legale dell’impresa.

Se invece diamo lettura agli artt. 2, comma 1, lettera b), e 299 TUSL desumiamo due fonti della posizione di garanzia del datore di lavoro: investitura formale (datore di lavoro formale o di diritto); esercizio in concreto dei poteri decisionali e di spesa (datore di lavoro di fatto). Ed in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro, qualora vi siano più titolari della posizione di garanzia, ciascuno è per intero destinatario dell'obbligo di tutela per cui una omessa cautela antinfortunistica è addebitabile ad ognuno di essi (Cass. pen. Sez. IV, Sent., (ud. 17-03-2021) 20-04-2021, n. 14627).

Ne consegue che la presenza sin dall’inizio dell’avvocato infortunio lavoro porta, sulla base delle indagini difensive ad identificare anche, e prima di tutto, il datore di lavoro di fatto. Anche se alla stregua del più recente orientamento giurisprudenziale all’interno della medesima impresa possono coesistere più figure aventi tutte la qualità di datore di lavoro obbligato a valutare i rischi e a individuare le necessarie misure di prevenzione: sia il datore di lavoro di diritto, sia il datore di lavoro di fatto.

L' avvocato infortunio lavoro quale supporto all'autorità giudiziaria

E che dire, poi, dell’individuazione del datore di lavoro nelle grandi società e le problematiche ad esso connesse in punto di delega della posizione di garanzia? Non è questa la sede per affrontare gli eventuali problemi collegati ad una delega legittima o meno. Quel che si vuole sottolineare è l’importanza di una specifica competenza in materia di cui l’ avvocato infortunio lavoro deve dotarsi per costituire supporto all’azione giudiziaria che, capita a volte, non formalizza il capo d’imputazione nella maniera più consona, atteso, va ripetuto, la complessità della materia che richiede accertamenti ed indagini minuziose.

Anche in tali casi, il lavoratore P.O. o i suoi familiari, anche direttamente, potranno presentare in ogni stato e grado del procedimento memorie (art. 90, comma 1 c.p.p.) e cioè esposizioni in fatto e/o diritto, indicando elementi di prova, in relazione ad ogni possibile questione di natura sostanziale o processuale, senza però che a tale potere faccia riscontro un obbligo per l’autorità giudiziaria. Si pensi, ad esempio, alla mancata contestazione nel capo d’imputazione di una violazione del T.U. 81/2008, quale reato o anche violazione amministrativa, che costituisca il presupposto senza il quale l’evento non si sarebbe verificato.

Ebbene per il noto principio di correlazione tra imputazione e sentenza previsto dall’art. 521 c.p.p. l’indagato/imputato potrebbe andare esente da responsabilità, nonostante la commissione del fatto, se l’ avvocato infortunio lavoro non sollecitasse il P.M. alla contestazione del fatto e così consentire alla difesa dell’imputato di difendersi dal fatto contestato.

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